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Concorso CnW 2005

In italia il primo bicchiere di alcol a 12 anni!Tendenze
Primato negativo in Europa. Il monito di Sirchia: ''Bisogna evitare che i teenager bevano alcolici''
A soli 11 o 12 anni, quando la fase adolescenziale non è ancora iniziata, 'mandano giù' il loro primo drink. E' il triste primato dei teenager italiani, che fanno registrare l'età più bassa nella Ue per quanto riguarda il consumo del primo bicchiere di alcol. I coetanei europei infatti bevono il loro primo alcolico in media a 14 anni e mezzo.
E se rispetto al 2001 c'è stato di fatto un calo del 3,6%, analizzando il trend di medio periodo 1998-2002, emerge che mentre per i quindicenni e sedicenni si registrano diminuzioni nel numero di consumatori di alcol, sono proprio i giovanissimi, i quattordicenni, a subire maggiormente il fascino della bottiglia, facendo registrare un incremento del 9,2%. I numeri dell'alcol tra i giovani sono stati diffusi oggi in occasione della quarta edizione dell'Alcohol Prevention Day.
E in un convegno organizzato a Roma, l'Istituto Superiore di Sanità lancia il progetto 'Se sai come navigare sai come bere', rivolto agli studenti delle scuole medie per discutere, capire e affrontare il problema alcol.
Immediato il monito del ministro della Salute, Girolamo Sirchia: ''Bisogna evitare che i teenager bevano alcolici perché fa veramente male alla loro salute, non possedendo i giovanissimi i meccanismi di neutralizzazione. Nelle altre fasce di età, invece, occorre moderare il consumo di alcol, che non vuol dire -sottolinea il ministro- non bere''. Nei prossimi giorni ''partirà la campagna rivolta ai teenager per far capire loro che ci si può divertire anche senza alcol'', annuncia il ministro, riferendosi al progetto dell'Istituto Superiore di Sanità.
Ma i divieti non piacciono agli esperti di malattie cardiovascolari: ''Un errore - dice il professor Gaetano Crepaldi, presidente della Societa' europea di prevenzione cardiovascolare e direttore del Centro Cnr di Padova - proibire ai giovani il consumo di bevande alcoliche con messaggi duri. E' come invitarli a trasgredire. Bisogna informarli correttamente ed educarli altrettanto correttamente sull'uso moderato delle bevande alcoliche''. L'abitudine al bere in famiglia durante i pasti insegna i giovani a bere con moderazione. Inoltre il ''no assoluto alle bevande alcoliche - conclude Crepaldi - fa dimenticare che l'uso moderato, come dimostrato da vari studi scientifici, riduce significativamente la patologia cardiovascolare''.
Dello stesso avviso Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell'Istituto di ortofonologia di Roma e studioso dei comportamenti degli adolescenti. ''Puo' essere un grave errore impostare una campagna di informazione rivolta ai giovani contro il consumo di bevande alcoliche con toni di proibizione - dice Federico Bianchi di Castelbianco - perche' e' una soluzione controproducente e puo' avere un effetto boomerang''.


By Adnkronos.com
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