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Conoscere Il Vino fa Bene Alla Salute | News |
Promuovere la conoscenza e la degustazione consapevole del vino per combattere il consumo sregolato di alcol nelle giovani generazioni, dove prevale la diffusione di cocktail, superalcolici e "alcolpops", bibite che contengono vodka e rum mascherate da innocui analcolici "ready to drink". E' questo l'obiettivo del progetto Coldiretti-Città del Vino "Conoscere il vino fa bene alla salute" avviato in occasione della giornata nazionale di educazione sul consumo di alcol con una speciale lezione di sommelier, scrittori, nutrizionisti ed esperti di vino a decine di studenti delle scuole superiori.
Un progetto - spiegano Coldiretti e Città del Vino - per promuovere con responsabilità modelli di consumo positivi, in occasione dell'avvio della campagna informativa nazionale annunciata dal Ministero della Salute per contrastare l'abuso di alcol tra i giovani. L'arte di assaporare il vino - sostengono Coldiretti e Città del Vino - è l'espressione di uno stile di vita "lento" attento all'equilibrio psico-fisico che aiuta a "stare bene con se stessi" e si contrappone totalmente ai comportamenti "a rischio" che sono alla base degli ''happy hour'', l'ora dell'aperitivo in tutta fretta a base di bevande alcoliche e stuzzichini, dei ''binge drinking'', il bere fino a ubriacarsi o degli ''alcolpops'', promossi con un'immagine di divertimento e socializzazione, che quasi obbliga a continuare a bere.
Il vino nella società moderna - sostengono Coldiretti e Città del Vino - è diventato un prodotto espressione di equilibrio e riflessione sul quale far leva per combattere gli abusi, anche perché è culturalmente capace di attirare le nuove generazioni e di distoglierle dagli eccessi. Lo dimostra il fatto che secondo i dati dell'Associazione Italiana Sommelier su un totale di poco più di 30 mila iscritti, il 40 per cento è costituito da giovani che sempre più si iscrivono ai corsi di formazione professionale per diventare sommelier. Un vero boom che sta per portare alla nascita, per la prima volta in Italia, di un corso di studi universitario che garantisca al sommelier le conoscenze di base divenute necessarie per esercitare una professione sempre più ambita. E che nelle giovani generazioni gli abusi di alcol non dipendano dal vino lo evidenzia - sottolineano Coldiretti e Città del Vino - una indagine Ismea-AcNielsen sui consumi extradomestici che evidenzia come nel 2004 due terzi dei giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni (65,3%) per gli spuntini, aperitivi e soprattutto nei dopocena fuori casa si è recato nei bar, mentre solo il 7% ha scelto come luogo di consumo le enoteche e i wine bar.
La stessa ricerca dimostra come nei consumi fuori casa, in momenti diversi dai tradizionali pasti, i giovani subito dopo gli analcolici (27%) scelgono gli alcolici di diversa natura (21%), la birra (16%) e per ultimo il vino (7,3%). Un comportamento confermato dall'ultimo rapporto 2004 del Centro Studi Fipe-Confcommercio realizzato per conto del Silb (Sindacato Italiano dei Locali da Ballo) nei bar di discoteche, night club e sale da ballo secondo il quale - precisano Coldiretti e Città del Vino - il consumo di vino in valore in questi locali è addirittura inferiore a quello dei succhi di frutta: la quota di fatturato da alcolici rappresenta il 30,6% del totale, del quale il volume d'affari generato dal vino è pari a circa un decimo (3,5%) addirittura più basso di quello generato dai succhi di frutta (6,2%). Si tratta di analisi che - affermano Coldiretti e Città del Vino - evidenziano la necessità di intervenire con rigore nei confronti degli abusi e in modo mirato su modelli di consumo scorretti e dannosi per la salute, anche promuovendo la conoscenza e l'informazione di una bevanda ricca di "fascino" come il vino.
By TargatoCn.it |
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