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Nuova Legge per Bar e Ristoranti | News |
TORINO. Mandare in pensione il Rec (registro degli esercenti del commercio), individuare un’unica categoria di pubblici esercizi e puntare sulla qualità del servizio, da ottenere con la formazione degli operatori e da certificare con un marchio di qualità: sono questi gli obiettivi del disegno di legge con le nuove norme su bar, ristoranti e tutti i pubblici esercizi, approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Commercio Gilberto Pichetto, e che ora passa all’esame del Consiglio per il varo definitivo.
“Sulla base delle nuove competenze dovute alla modifica della Costituzione – spiega Pichetto - il commercio è ormai una competenza esclusiva delle Regioni. Ciò significa che ogni Regione può regolamentare il proprio territorio, anche a prescindere dalle leggi nazionali. Nel caso dei pubblici esercizi, ciò significa superare la legge 287 del 1991, che ha un impianto abbastanza rigido e non più adeguato alle esigenze attuali. Si tratta di cogliere questa opportunità che viene offerta dal federalismo per valorizzare le peculiarità del nostro territorio, tenendo conto delle abitudini dei consumatori, della diffusione e dell’importanza della rete dei pubblici esercizi, che conta oltre 19mila attività, e del ruolo strategico che possono giocare dal punto di vista dell’immagine del Piemonte, ad esempio per i grandi eventi come le prossime Olimpiadi invernali”.
Il disegno di legge fissa i principi base e le linee di riferimento alle quali si dovrà dare esecuzione con provvedimenti di attuazione della Giunta regionale. Gli obiettivi sono: la trasparenza del mercato, la concorrenza e la libertà d’impresa; la qualità del mercato, al fine di realizzare le migliori condizioni di efficienza della rete; la tutela del consumatore in riferimento alla corretta informazione sui prezzi e sui prodotti e al miglioramento della qualità dell’offerta; lo sviluppo e l’innovazione della rete degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, favorendo la crescita dell’imprenditoria, nonché della qualità del lavoro e della formazione professionale degli operatori e dei dipendenti del settore; l’accessibilità del servizio sul territorio e la valorizzazione delle attività di somministrazione in riferimento ad una più elevata qualità sociale dello stesso; una maggiore flessibilità nella regolazione del comparto; la semplificazione dei procedimenti amministrativi per l’accesso e l’esercizio dell’attività.
“Norme più snelle per l’accesso all’attività – commenta Pichetto – sono la premessa per migliorare l’efficienza del comparto e la qualità del servizio. Una particolare attenzione sarà riservata alle specificità territoriali, all’esigenza di idonei processi di formazione degli operatori, anche in corso di attività, all’opportunità di promuovere il miglioramento del servizio anche con la rivitalizzazione dei luoghi dove i pubblici esercizi sono collocati e con la valorizzazione delle tipicità”.
Ecco i principali aspetti del provvedimento.
· Individuazione degli esercizi di somministrazione in una categoria unica al posto delle attuali quattro (bar, ristorante, somministrazione in locali di intrattenimento, bar analcolici); sarà il possesso dei requisiti igienico-sanitari a determinare il tipo di attività che effettivamente ogni esercizio può svolgere.
· Abolizione del Rec e previsione di un apposito corso professionale abilitante allo svolgimento dell’attività, come già avvenuto per gli alimentaristi. Si prevede inoltre di definire un sistema permanente di corsi di formazione per gli operatori in attività. Il diploma di scuola alberghiera sarà utile per l’acquisizione del requisito professionale.
· Semplificazione delle procedure per il rilascio di autorizzazioni e successive vicende amministrative delle attività, con il silenzio-assenso e la denuncia di inizio attività in tutti i casi in cui ciò sia consentito dalla legge.
· Possibilità per i Comuni di vietare o sottoporre a limitazioni l’insediamento di attività in aree di particolare interesso storico, artistico, architettonico, archeologico e ambientale.
· Previsione per l’accesso al credito degli strumenti già indicati dalla legge sulla riforma del commercio 28/1999. Inoltre saranno istituiti strumenti finanziari per le azioni di promozione e di fidelizzazione della clientela.
· Appositi percorsi di qualità per premiare, attraverso l’attribuzione dell’apposito marchio regionale, le attività che presentano elevati standard qualitativi.
By Targatocn.it |
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