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Concorso CnW 2005

Sirchia Ora all’Attacco sugli Alcolici!News
Non si è ancora placata la tempesta sul fumo che il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, passa all’attacco su un altro fronte: vuole imporre nuove regole alla pubblicità degli alcolici, che nel mercato italiano fa girare 122 milioni di euro, di cui l’87% in televisione, secondo Nielsen. «Valutiamo in ambito europeo restrizioni per la pubblicità degli alcolici», annuncia Sirchia. «I contenuti non dovrebbero mai promuovere il successo sociale e sessuale. Chiederemo inoltre alle aziende di porre su bottiglie e lattine un warning come quello delle sigarette». Valentino Rossi che beve la birra e sfreccia in moto, sparirà dalla pubblicità? Non è detto: dipende dall’idea creativa. Un esempio: lo spot della modella che versa il Bitter Campari addosso al ragazzo per poi leccargli la camicia, è stato assolto dal Giurì poiché il gesto non è in contrasto con l’articolo 22 del codice di autodisciplina, e lo spot fa parte di una formula narrativa adottata dal marketing Campari da diversi anni.
Invece la campagna di un rum che "accende la notte" ravvivando una sonnolenta festa in spiaggia, è stato condannata dal Giuri, che di recente ha anche imposto ad un produttore di bevande alcoliche a base di succo di frutta, di specificare che il mix "contiene alcol" visto che molto ragazzi lo devono senza esserne informati. «Sirchia farebbe bene a leggersi le regole già applicate dal Codice di autodisciplina», attacca in Assocomunicazione il direttore Fidelio Perchinelli. «Se poi ritiene di dover introdurre aggiornamenti, dovrebbe raccordarsi con tutte le forze in campo e cioè le aziende, i pubblicitari e i media. Sirchia saprà che la pubblicità dei superalcolici non può essere trasmessa in fascia protetta». Il direttore generale dell’Istituto di Autodisciplina Vincenzo Guggino, racconta: «In quasi 40 di attività abbiamo sottoposto al Giuri circa seimila campagne, solo 43 di queste riguardavano le bevande alcoliche, tra queste solo 16 sono state bloccate, in termini percentuali significa un 0,3%. I nostri pubblicitari, in fondo, rispettano le regole. dei prodotti alcolici. Non vorrei che la pubblicità diventi il parafulmine di responsabilità che dovrebbero appartenere più alle famiglie a alla scuola, di un Paese moderno».

By Repubblica.it
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