|

|
Da Agrifood il Vino da Spalmare | News |
A lanciare la "singolare" proposta è un enologo tosco-siciliano. Molteplici le offerte presenti negli spazi espositivi comprendono prestigiosi oli extravergini di oliva siciliani, toscani, pugliesi, umbri e calabresi
ROMA - Non più solo vino da bere, ma anche da spalmare. L’inedita, quanto gustosa, novità arriva dalla prima edizione di Agrifood, il salone internazionale del prodotto agroalimentare di qualità inaugurato ieri a Verona. A lanciare la "singolare" proposta è un enologo tosco-siciliano, Giordano Calò, con trent’anni d’esperienza alle spalle e una grande passione: i formaggi. «Da grande estimatore vi ho sempre abbinato miele e marmellata accompagnandoli con del buon vino, poi l’idea di produrre delle vere e proprie creme con la consistenza della marmellata». E così le eccellenze enologiche di Toscana e Sicilia sono diventate "spalmabili" sul pane o da abbinare ad arrosti, bolliti misti, cotechini e zampone, ma anche a frutta fresca e pasticceria.
Una produzione di nicchia, circa 10.000 barattoli, che ha trovato estimatori, da Nord e Sud, non solo in Italia ma anche sulle tavole estere dove approda il 20% di questa leccornia. In prima fila il Giappone con la crema di Nero d’Avola abbinata al sushi, poi gli Stati Uniti e gli Emirati Arabi dove le creme di vino sono state "sdoganate" grazie all’eliminazione dell’alcool nel procedimento di concentrazione da caldo a freddo. «In questo - spiega Calò - il prodotto che mantiene inalterato il bouquet e gli aromi del vino, può essere consumato indistintamente sia da chi è astemio sia da chi, per altri motivi, non può bere alcol».
La lista va dal Brunello di Montalcino al Marsala, dal Morellino di Scansano al Chianti, fino al Passito di Pantelleria, ma anche allo Zibibbo, al Nero d’Avola e a molti altri ancora. In tutto 20 creme, perchè nel novero delle novità rientra anche quella all’aceto balsamico di Modena (speziata al cacao, al caffè o al piccante) che Calò definisce «un prodotto trasversale» da abbinare con bolliti ed arrosti. Ma non finisce qui perchè per i più golosi sono pronti anche i cioccolatini ripieni.
Molte, comunque, le novità gastronomichè esposte nel parco fieristico veronese dalle oltre 600 imprese. E se dalla Calabria arriva il formaggio alla ’nduja, un mix di piccante e delicato, la vinaccia del prestigioso Aglianico viene usata per aromatizzare il saporito caprino mentre dalla lavorazione del latte di bufala nasce il caciocavallo «in concorrenza» con la tradizionale mozzarella. Dall’ Emilia arriva il Parmigiano Reggiano superstar ottenuto dall’allevamento delle vacche rosse reggiane recuperate dal rischio di estinzione. Ma le molteplici offerte presenti negli spazi espositivi comprendono prestigiosi oli extravergini di oliva siciliani, toscani, pugliesi, umbri e calabresi. Molta curiosità anche per alcune singolari specialità dolciarie come il cioccolato alla liquirizia che pare desti l’attenzione degli orfani delle sigarette, o i cannoli di ricotta decorati con gustose fragoline che uniscono la pastosa fragranza della ricotta fresca di pecora alla delicatezza dei frutti di bosco.
Ma se Agrifood è espressione fieristica dell’agroalimentare, qualche interessante spazio è dedicato al "no food" dove è possibile trovare prodotti della cosmetica quali il latte d’asina che richiama fasti della Roma imperiale, o creme e tonici per la pelle a base di vini piemontesi, portafogli e borse realizzati con pelle di struzzo e capi di vestiario con lana di pecore allevate biologicamente.
By LaGazzettaDelMezzogiorno.it |
|
|
|
|
|